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Aperto dal Martedi alla Domenica Lunedi chiuso dalle ore 09:00 alle 14:00 dalle ore 18:30 alle 21:00

Riconoscimenti.

Grazie al Vostro gradimento continuamo a migliorare il nostro laboratorio  con nuove ricette ed una più ampia scelta dei prodotti della tradizionesiciliana Per una pausa pranzo non banale.

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Solo una visita al negozio in prima persona rende merito alla spettacolare varietà delle preparazioni gastronomiche di Michele Mosca, Venite a trovarci in a treviso Via Feltrina 94 .
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si accettano ordinazioni di PIZZA, SFINCIONE, ROSTICCERIA MIGNON E TORTE DI COMPLEANNO

              PASTICCERIA  SICILIANA

Tradizioni e storia della pasticceria siciliana

Tre   sono   le   fonti   a   cui   si   rifà   la   cucina   siciliana   in   fatto   di   dolci:   la   prima   è   l'ambiente   contadino,   dove   spettava   alle   donne   nell'approssimarsi   di   ogni festa   religiosa   e   familiare,   preparare   i   dolci   previsti   per   tali   ricorrenze.   La   seconda   fonte   è   legata   ai   monasteri,   dove   le   monache   di   clausura preparavano,   inventandoli   di   volta   in   volta,   dolci   ricchi   e   fantasiosi,   che   si   tramandano   fino   ad   oggi,   esclusivamente   entro   le   mura   dei   conventi.   La terza   fonte   è,   infine,   quella   di   più   recente   acquisizione   e   riguarda   la   raffinata   pasticceria   importata   in   Sicilia   dai   valenti   pasticcieri   svizzeri,   che dall'inizio   del   secolo   si   trasferirono   nell'isola.   Infatti,   i   dolci   siciliani   più   conosciuti   sono   proprio   quelli   appartenenti   alla   pasticceria   svizzero-siciliana, che   si   trova   in   tutte   le   principali   città   d'Italia.   Fra   le   molte   dominazioni   che   si   sono   succedute   nell'isola,   è   sicuramente   quella   araba   che   ha impresso   di   più   la   propria   impronta,   perhcè   ha   introdotto   alcuni   elementi,   quali   il   pistacchio,   la   cannella,   lo   zucchero,   la   pasta   di   mandorle,   la granita, di cui si fa largo uso nella preparazione di molti dolci siciliani
ARANCINAMANIA Via Feltrina , 94 31100 TREVISO Tel. 0422 1710200 info@arancinamania.it

In negozio da noi potrai trovare piatti tipici siciliani, dalla piu’ raffinata pasticceria alle elabarate ricette di

gastronomia  dell’isola preparate quotidianamente nel nostro laboratorio.

Rosticceria  Siciliana.

Sapremo  stupirti con piatti ricercati, delicati e leggeri. Vieni a trovarci, e potrai gustare il meglio dela Gastronomia Sciliana.

Pasticceria Palermitana

I dolci  sono artigianali e di straordinaria qualità, prodotti con materie prime e standard di sicurezza alimentare eccellenti, nel rispetto  della migliore tradizione dolciaria siciliana
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Connoli Siciliani Cannoli Siciliani Cannoli Sicilia Preparazione dei Cannoli Siciliani  Cannoli Siciliani con canditi e pistacchio di Bronte

Cannoli Siciliani

Le   storie   legate   alle   origini   del   cannolo   siciliano   sono   molte,   ma   la   più antica   ne   fa   risalire   la   creazione   al   periodo   della   dominazione   saracena   in Sicilia. Si   tramanda   che   le   donne   dell’harem      durante   le   lunghe   assenze   del  proprio     consorte     e     per     ingannare     l’attesa,     si     dedicassero     alla preparazione di cibi e dolci elaborati. Queste   avrebbero   modificato   un   dolce   arabo   già   esistente,   composto   da ricotta   mandorle   e   miele,   rielaborandolo   con   un   antico   dolce   dell’epoca romana. Un   cannolo   che   appaghi   perfino   un   siciliano,   deve   avere   la   scorza   sottile, di colore non troppo scuro, tendente al dorato. Non   serve   che   le   bolle   siano   per   forza   grosse,   però   ci   devono   essere   per evocare   la   frittura   e   creare   l’illusione   che   la   scorza   sia   appena   uscita dall’olio caldo. Un   aspetto   decisivo:   fate   attenzione   allo   spessore   della   scorza,   non   deve assolutamente    rompersi    al    primo    assaggio    altrimenti    è    impossibile apprezzarlo come si deve. Passiamo   alla   guarnizione:   bene   il   pistacchio,   bene   le   gocce   di   cioccolato
e le più classiche scorze di arance candite. Le dimensioni convenzionali sono quelle medie, ma per le esigenze dei nostri clienti offriamo i tre formati mini, medio, maxi. Per   quanto   riguarda   il   ripieno   :   Ricotta   docet. Anche   se   in   alcune   zone   del   ragusano   e   nel   siracusano   si   propende   per   la   ricotta   vaccina   (dal   sapore delicato),   quella   di   pecora   è   più   intensa   e   incisiva   ed   e'   quella   che   noi   utilizziamo   per   i   nostri   dolci,   appositamente   fatta   arrivare   da   Palermo.   Il sapore si deve distinguere senza esitazioni, in caso contrario meglio optare per la crema pasticciera.
Cassata Siciliana Cassata Siciliana Cassata Siciliana Cassata Siciliana

La Cassata Siciliana

La   Cassata   Siciliana   è   forse   il   “piatto   tipico”,   il   dolce,   l’emblema,   più riconosciuto e ricordato dai palati di tutto il mondo. Le   radici   della   cassata   risalgono   alla   dominazione   araba   in   Sicilia   (IX-XI secolo). Gli   arabi   avevano   introdotto   la   canna   da   zucchero,   il   limone,   il   cedro, l’arancia amara, il mandarino, la mandorla. Il   suo   nome   deriva   dall’arabo   “Quas’at“,   cioè   “ciotola   rotonda“.   E’   nota   in tutto    il    mondo,    come    la    Regina    della    pasticceria    Siciliana.    Un    vero capolavoro     di     sapori,     aromi     e     colori     le     cui     festose     decorazioni riconducono alla policromia degli, altrettanto celebri, carretti siciliani. Insieme   alla   ricotta,   che   si   produceva   in   Sicilia   dai   tempi   preistorici,   erano così   riuniti   tutti   gli   ingredienti   base   della   cassata,   che   all’inizio   non   era   che un involucro di pasta frolla farcito di ricotta zuccherata e poi infornato. Nel   periodo   normanno   fu   creata   la   pasta   reale,   un   impasto   di   farina   di mandorle   e   zucchero,   che,   colorato   di   verde   con   estratti   di   erbe,   sostituì la pasta frolla come involucro. Si passò così dalla cassata al forno a quella composta a freddo. Gli    spagnoli    introdussero    in    Sicilia    il    cioccolato    e    il    pan    di    Spagna.
Durante il barocco si aggiungono infine i canditi. Inizialmente   la   cassata   era   un   prodotto   della   grande   tradizione   dolciaria   delle   monache   siciliane   ed   era   riservata   al   periodo   pasquale.   Suore   dei monasteri e cuochi dei nobili casati sono stati per molti secoli gli unici depositari dei segreti della cassata siciliana. Un documento ufficiale di un sinodo dei vescovi siciliani a Mazara del Vallo nel 1575 afferma che la cassata è “irrinunciabile durante le festività”. Un proverbio siciliano recita “Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri pasqua” (“Meschino chi non mangia cassata la mattina di pasqua”). La   decorazione   caratteristica   della   cassata   siciliana   con   la   zuccata   fu   introdotta   nel   1873   (in   occasione   di   una   manifestazione   che   si   tenne   a Vienna) dal pasticcere palermitano cav. Salvatore Gulì, il quale aveva un laboratorio nel centralissimo corso Vittorio Emanuele a Palermo. Ve ne sono moltissime versioni e quella che vi offriamo e' una delle piu' classiche e tradizionali :  e’ una squisitezza, ma la bellezza visiva, la ricchezza di frutta candita e la pasta reale la rendono veramente irresistibile
Cartoccio Palermitano Genovese alla crema di limone Genovese alla ricotta Genovese alla ricotta e crema di cioccolata

Cartoccio Palermitano e Genovesi

Il   cartoccio   palermitano   è   un   classico   della   rosticceria   dolce   palermitana, se   lo   assaggi   non   lo   scordi   più,   una   sorta   di   cannolo   di   pasta   brioche   e ricotta. Questa   bionda   ghiottoneria   è   uno   dei   principi   che   meglio   rappresentano l’unione   della   crema   di   ricotta   con   una   pasta   morbidissima   che   contrasta con il più famoso e croccante cannolo siciliano. Si   tratta   di   un   biondo   involucro   di   pasta   soffice   arrotolato   e   ripieno   di crema     di     ricotta     vellutata     e     spolverizzato     di     zucchero     granulato, praticamente    la    risposta    morbida    alla    croccante    friabilità    del    più    noto cannolo   siciliano.   La   forma   curvilinea   e   avvolgente   non   è   casuale,   come ormai    è    chiaro    non    lo    sia    in    nessuno    dei    dolci    di    origini    antiche,    al contrario   la   sua   rotondità   rievoca   l’accogliente   ventre   materno   e   il   ripieno è un chiaro riferimento alla nascita e alla vita. Pur    se    meno    conosciuto    dei    dolci    che    richiamano    la    Sicilia    per antonomasia   (cannoli,   cassata,   sfince   )   non   c’è   siciliano   degno   di   questo nome    che    una    volta    lontano    dalla    sua    terra    non    rimpianga    questo riuscitissimo      matrimonio      di      ingredienti      di      consistenza      diversa perfettamente   legati   in   un   “tenero   abbraccio”   di   sapori.   Ecco   perché   ,   che
voi siate conoscitori o “neofiti” del cartoccio, laddove vi sentiste in “astinenza da cartoccio” potreste venirci a trovare e appagare la vostra nostalgia. Le   genovesi,   tipici   dolci   della   pasticceria   siciliana,   simili   alle   “minne   di   vergini”,   spesso   rappresentano      la   prima   colazione   dei   golosoni   che   non   sono avvezzi al solito cornetto. La   genovese   è   un   dolce   caratteristico   della   splendida   Erice   e   qui,      come   a      Palermo,   è   facile   trovarle   nelle   due   versioni:   crema   di   ricotta   o   crema pasticciera.   In   altre   parti   della   Sicilia,   le   stesse   paste,   che   chiamano   anche   panzerotti,   le   farciscono   con   crema   al   cioccolato.   È   inutile   dire   che   in ogni   angolo   della   Sicilia   le   pasticcerie   locali   le   producono   e,      in   qualunque   versione   siano   confezionate,   colpiscono   in   maniera   indelebile   il   fortunato “buongustaio”.  Resta soltanto l’imbarazzo della scelta.
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